Influenza dell’accumulo dell’acqua piovana sul bradisismo correlata all’architettura tettono‑stratigrafica dei Campi Flegrei (Italia).
Nicola Scafetta, Annamaria Lima, Alfonsa Milia, Frank Spera, Robert J. Bodnar, Benedetto De Vivo, Linda Daniele.
Il sistema vulcanico dei Campi Flegrei (CF), situato nei pressi di Napoli, rappresenta un rischio significativo a causa del bradisismo — una lenta deformazione verticale del suolo che può manifestarsi sia come sollevamento sia come subsidenza. Tra gennaio 2005 e gennaio 2025, infatti, l’area urbana di Pozzuoli ha registrato un sollevamento di circa 1,4 metri (stazione GNSS RITE).
Il bradisismo è alimentato da una combinazione di processi idrotermali e magmatici, attraverso i quali fluidi magmatici pressurizzati, generati dalla cristallizzazione del magma profondo, si accumulano al di sotto di uno strato impermeabile che regola lo scambio di fluidi tra il sistema idrostatico superiore e quello litostatico inferiore.
Questo studio introduce una nuova prospettiva grazie a una ricostruzione dettagliata dell’architettura stratigrafico‑tettonica dell’area flegrea, che consente di identificare i controlli strutturali sulla sismicità, sulla deformazione, sulla migrazione dei fluidi e sul ruolo dell’acqua meteorica. La sismicità sotto l’area Pozzuoli‑Solfatara si concentra a profondità più superficiale, in prossimità della sommità di una struttura anticlinalica, mentre i terremoti più profondi nel Golfo di Pozzuoli avvengono in contesti sinclinalici.
L’anticlinale sotto Pozzuoli favorisce la pressurizzazione dei fluidi idrotermali in due principali serbatoi situati al di sotto di due unità relativamente impermeabili.
– Il serbatoio superficiale, denominato Unità C, si trova a una profondità di circa 1,0–2,0 km e funge da serbatoio per l’infiltrazione dell’acqua meteorica.
– Il serbatoio più profondo, denominato Unità A, si trova tra circa 2,0 e 4,0–4,5 km, favorisce l’accumulano dei fluidi magmatici prodotti dalla vescicolazione (second boiling) del magma sottostante in continuo e lento raffreddamento.
– Un’unità impermeabile di sedimenti marini, denominata Unità B, è situata a circa 2 km di profondità e separa le Unità A e C.
– Il serbatoio più superficiale C, in particolare nell’area dove si registra il sollevamento, è a sua volta ricoperto da un’unità relativamente impermeabile costituita principalmente da depositi piroclastici.
Il modello idrogeologico semplificato che è stato sviluppato ha utilizzando i dati pluviometrici risalenti al 1950 per valutare il ruolo dell’acqua meteorica nel bradisismo dei Campi Flegrei. È emersa una forte correlazione tra l’infiltrazione d’acqua nel sottosuolo e la deformazione verticale osservata presso la stazione RITE di Pozzuoli, situata sulla cresta dell’anticlinale.
I nostri risultati indicano che l’acqua meteorica contribuisce a variazioni interannuali del sollevamento fino a circa 5 cm e rappresenta oltre il 20% del sollevamento totale registrato tra il 2005 e il 2025. Inoltre, la riduzione del tempo di ricarica — da circa quattro anni a tre anni dopo il 2010 — suggerisce un aumento della fratturazione e dei tassi di infiltrazione.
Questi risultati evidenziano il ruolo, finora sottovalutato, dell’acqua meteorica nel controllo della deformazione e della sismicità ai Campi Flegrei. I nostri dati suggeriscono inoltre che interventi di geoingegneria mirati, come sistemi di drenaggio superficiale opportunamente progettati, potrebbero contribuire a mitigare l’instabilità del suolo e i rischi sismici attualmente in atto nell’area.





