Tematiche di ricerca in

PALEOBIOLOGIA

 
 
GRUPPO DI RICERCA: Filippo Barattolo (coordinatore), Diana Barra (professore), Pasquale Raia (professore), Francesco Carotenuto (PhD), Federico Passaro (PhD).
 
Altro Personale: Dr. Giuseppe Aiello, Dr. Antonello Bartiromo, Dott.ssa Roberta Parisi, Dr. Federico Passaro.
 
I resti fossili degli organismi vissuti nel passato forniscono un impressionante numero di dati riguardo la loro biologia e le interazioni che essi avevano tra loro e con l’ambiente in cui vivevano. Lo scopo del paleobiologo è quello di analizzare queste informazioni per comprendere al meglio le dinamiche evolutive che hanno guidato gli esseri viventi nel differenziarsi durante il corso del tempo sulla Terra.
 
Paleobiologia delle associazione ad Ostracodi e Foraminiferi bentonici del Neogene-Attuale
Le faune ad ostracodi e a foraminiferi bentonici permettono, attraverso un approccio sistematico, biostratigrafico, paleoecologico ed ecologico, di risolvere problematiche paleoambientali e paleogeografiche.
 
Nel contesto delle ricerche in atto nel nostro gruppo di ricerca, è dedicata particolare attenzione a:
1.       Sistematica degli ostracodi neogenici, quaternari e recenti dell’area mediterranea ed ostracodi recenti delle coste del Sudamerica.
2.       Ricostruzioni paleoambientali, paleogeografiche e paleoclimatiche di successioni marine, salmastre e di acqua dolce neogeniche e quaternarie anche in relazione agli insediamenti preistorici e protostorici.
3.       Studio delle microfaune ad ostracodi e a foraminiferi bentonici in sedimenti tardo-quaternari dell’area vulcanica napoletana.
4.       Studi di dettaglio delle ostracofaune di ambiente batiale del Miocene e del Plio-Pleistocene.
5.       Distribuzione dei foraminiferi bentonici e degli ostracodi recenti in relazione alla valutazione dello stato di salute di aree marine costiere mediterranee (Campania, Italia meridionale, Turchia).
 
Paleobiologia delle facies carbonatiche
Le facies carbonatiche marine di acqua bassa sono rappresentate estesamente nell’Appennino meridionale. Con uno spessore valutabile tra 2000 e 3000 metri, esse coprono un intervallo stratigrafico che va dal Triassico superiore all’Eocene. In questo intervallo stratigrafico ricadono due delle cinque maggiori estinzioni di massa registrate sulla terra (passaggio Triassico-Giurassico e Cretacico-Terziario). La ricca flora algale (principalmente dasicladali e briopsidali) e di foraminiferi consente di seguire ed interpretare le varie associazioni in termini di bioeventi, turnover evolutivi e cambiamenti di condizioni ecologiche. Le stesse associazioni sono comunemente utilizzate per la suddivisione biostratigrafica dell’intera successione carbonatica di piattaforma. Gli schemi biozonali applicabili nell’Appennino meridionale sono riconoscibili in tutta l’area della Tetide meridionale, cosicché la loro applicabilità nella datazione di analoghi sedimenti nel sottosuolo (ricerca petrolifera) si estende dalle coste atlantiche dell’Africa al Medio Oriente. 
 Nell’ambito di tale settore della ricerca i temi svolti sono:
1)       Tassonomia, morfologia ed evoluzione di alghe dasicladali del Mesozoico e Cenozoico
2)       Tassonomia, morfologia ed evoluzione di foraminiferi del Giurassico Inferiore (Sinemuriano-Pliensbachiano).
3)       Biostratigrafia delle successioni di piattaforma carbonatica e di margine del Mesozoico e Cenozoico 
 
Paleobiologia degli organismi vertebrati
Avvalendoci di metodologie statistiche, analisi geospaziali e tecniche di morfometria geometrica, ci interessiamo in termini macroecologici dell’evoluzione dei vertebrati, in particolare dei mammiferi cenozoici. La macroecologia è una disciplina relativamente giovane che si occupa di analizzare modelli e processi ecologici su larga scala, sia spaziale che temporale, presentandosi come il miglior ponte di collegamento tra la ricerca paleoecologica e quella degli ecologi e biogeografi moderni. I modelli macroecologici cercano di spiegare le relazioni tra gli organismi e il loro ambiente, la loro distribuzione, abbondanza e diversità, considerando anche degli attributi peculiari delle specie quali tratti fenotipici, come la massa corporea, e storia filogenetica.Le nostre ricerche si focalizzano in particolare sull’evoluzione delle paleocomunità, sulle dinamiche biogeografiche sia continentali che insulari, e sulla diversità tassonomica e fenotipica delle specie.
 
Figura 1– Modellizzazione dell’evoluzione della taglia corporea nel corso dell’evoluzione dei mammiferi terrestri
 
 
 
PRINCIPALI COLLABORAZIONI ATTIVE:
  • Departamento de Biologia, Unversidade Federal de Santa Maria, Brasil.
  • Departamento de Ecologia, Universidade Federal de Goias, Brasil.
  • Department of Geology, University of Patras, Patras - Greece
  • Department of Geology, Babes ̧-Bolyai University, Cluj-Napoca, Romania
  • Department of Geosciences and Geography, University of Helsinki, Finland.
  • Department of Zoology, Faculty of Life Sciences Tel-Aviv University, Israel.
  • Departamentul de Geologie, "Alexandru Ioan Cuza" University of Iaşi, Romania
  • Geological Survey of Iran, Mashhad Branch, Iran
  • Namik Kemal University, Corlu Engineering Faculty, Corlu-Tekirdağ, Turkey
  • Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali, Università di Bari Aldo Moro, Bari
  • Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra, Università di Ferrara
  • Dipartimento di Scienze della Terra,  Università degli studi di Firenze.
  • Dipartimento di Scienze Geologiche, Università degli Studi Roma3.
  • Osservatorio Vesuviano, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Napoli.
  • School of Natural 
 
SELEZIONE DI PUBBLICAZIONI RECENTI:
  • Barattolo F., Taherpour M. K. A., Ashrafi M., 2014. Dasycladalean fossil green algae from the Maastrichtian - Paleocene of Balkh province (N Afghanistan). Acta palaeontologica romaniae, 10: 87-94.
  • Stamatopoulos L., Aiello G., Barra D., De Pippo T., Donadio C., Valente A., 2014. Morphological and palaeoenvironmental evolution of the Lagoon of Papas, southwestern Greece, during the Holocene. Ital. J. Geosci. (Boll. Soc. Geol. It.),. 133, (2): 282-293.
  • Barattolo F., Bucur I.I., Kołodziej B., Hoffmann M., Skupien P., 2013. Triploporella remesi (Steinmann, 1903), dasycladalean green alga from the Tithonian–Lower Berriasian of Sˇtramberk (Czech Republic) revisited. Facies, 59: 179-191.
  • Barattolo F., Paolillo L., Vecchio E., Vitale V., 2013. The Paleocene genus Uglasiella Segonzac, 1979 (green algae, Dasycladales) and comparison with allied taxa. Geobios, 46: 173-182.
  • Bartiromo A., Guignard G., Barone Lumaga M. R., Barattolo F., Chiodini G., Avino R., Guerriero G., Barale G., 2013. The cuticle micromorphology of in situ Erica arborea L. Exposed to long-term volcanic gases. Environmental and experimental botany, 87: 197-206.
  • Diniz-Filho J.A.F., Loyola R.D., Raia P., Mooers A.O., Bini L.M., 2013. Darwinian shortfalls in biodiversity conservation. Trends in Ecology and Evolution, 28: 689-695.
  • Marturano A., Aiello G., Barra D., 2013. Somma-Vesuvius ground deformation over the last glacial cycle. Journal of Volcanology and Geothermal Research, 255: 90-97.
  • Piras P., Maiorino L., Teresi L., Meloro C., Lucci F., Kotsakis T., Raia P., 2013. Bite of the Cats: Relationships between Functional Integration and Mechanical Performance as Revealed by Mandible Geometry. Systematic Biology 62(6): 878-900.
  • Raia P., Carotenuto F., Passaro F., Piras P., Fulgione D., Werdelin L., Saarinen J., Fortelius M., 2013. Rapid action in the Palaeogene, the relationship between phenotypic and taxonomic diversification in Coenozoic mammals. Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, 280 (1750): 2012-2244.
  • Aiello G., Barra D., De Pippo T., Donadio C., 2012. Pleistocene Foraminiferida and Ostracoda from the Island of Procida (Bay of Naples, Italy). Bollettino della Società Paleontologica Italiana, 51 (1): 49-62. doi: 10.4435/BSPI.
  • Barattolo F., Shirazi M. P. N., Vecchio E. , 2012. The genus Eodasycladus (Lower Jurassic dasycladalean green alga) and its relationship with Palaeodasycladus. Facies, 58: 445-455.
  • Bartiromo A., Guignard G., Barone Lumaga M. R., Bravi S., Barattolo F., 2012. An Early Cretaceous flora from Cusano Mutri, Benevento, southern Italy. Cretaceous Research, 33: 116-134.
  • Bartiromo A., Guignard G., Barone Lumaga M. R., Barattolo F., Chiodini G., Avino R., Guerriero G., Barale G., 2012. Influence of volcanic gases on the epidermis of Pinus halepensis Mill. In Campi Flegrei, Southern Italy: A possible tool for detecting volcanism in present and past floras. Journal of volcanology and geothermal research, 233-234: 1-17.
  • Fortelius M., Eronen J. T., Kaya F., Tang H., Raia P., Puolamäki K., 2012. Evolution of Neogene Mammals in Eurasia: Environmental Forcing and Biotic Interactions. Annual Review of Earth and Planetary Sciences, 42: 579-604.
  • Raia P., Carotenuto F., Passaro F., Fulgione D., Fortelius M., 2012. Ecological specialization in fossil mammals explains Cope’s rule. American Naturalist, 179 (3), 328.
  • Marturano A., Aiello G., Barra D., 2011. Evidence for Late Pleistocene uplift at the Somma-Vesuvius apron near Pompeii. Journal of Volcanology and Geothermal Research, 202: 211-227.
  • Maiorano P., Aiello G., Barra D., Di Leo P., Joannin S., Lirer F., Marino M., Pappalardo A., Capotondi L., Ciaranfi N., Stefanelli S., 2008. Paleoenvironmental changes during sapropel 19 (i-cycle 90) deposition: Evidences from geochemical, mineralogical and micropaleontological proxies in the mid-Pleistocene Montalbano Jonico land section (southern Italy). Palaeogeography, Paleoclimatology, Paleoecology, 257: 308-334.
  • Aiello G., Barattolo F., Barra D., Fiorito G., Mazzarella A., Raia P., Viola R., 2007. Fractal analysis of ostracod shell variability: A comparison with geometric and classic morphometrics. Acta Paleontologica Polonica, 52 (3): 563–573.