DiSTAR

MAPPA DELLE ERUZIONI STORICHE DEL VESUVIO
Map of the historical eruptions of Vesuvius

 

mappa eruzioni storiche

PRINCIPALI ERUZIONI DEL VESUVIO TRA 25000 ANNI FA E IL 1631

 

 

 Nome dell'eruzione
Note
Età (anni fa o AD)
Codola
pliniana
25.000
Sarno-Pomici Basali
pliniana
17.000
Pomici Verdoline
pliniana
15.500
Mercato
pliniana
7.900
Novelle
-
non datata
Avellino
pliniana
3.750
-
subpliniana
1000 a.C.
-
subpliniana
700 a.C.
Pompei
pliniana
-
esplosiva
203 d.C.
Pollena
subpliniana
472 d.C.
-
subpliniana ?
512 d.C.
-
forte
685 d.C.
-
grande
787 d.C.
-
forte
968 d.C.
-
forte
999 d.C.
-
forte
1007 d.C.
-
grande
1036 d.C.
-
esplosiva
1139 d.C.
-
forte
1500 d.C.
-
subpliniana

IL CICLO TRA IL 1631 ED IL 1944

• XVII secolo •

 

Data Tipo Note Immagine
1631
16-18 dicembre
Subpliniana
Bocche alla base del Cono. Flussi in tutte le direzioni, specialmente a W e S. Il Vulcano si abbassa di circa 480 m, si forma la caldera del Vesuvio. I lahar arrivano fino al mare variando la linea di costa.
1649-1650
28/11-14/1
Esplosiva
-
1660
3 luglio
Esplosiva
Caduta di  cenere  verso NE
1680
26-30 marzo
Esplosiva
 Fontane di lava
1682
12-22 agosto
Esplosiva
 Fontane di lava. Incendi. Caduta di  piroclastiti  su Torre del Greco e Ottaviano
1685
26/9-4/10
Esplosiva
 Fontane di lava. Il Cono cresce molto.
 
Esplosiva
Lava all'interno della  caldera del Vesuvio. Il Cono cresce di 66 m.
eruzione 1690
 
Effusiva
Lave ad W e SE (Torre del Greco, Ercolano, S. Giorgio a Cremano e Boscotrecase). Distruzioni. Tentativo di deviare la colata di  lava. Per la prima volta dal 1631 le  lave  scorrono al di sotto dell'orlo della  caldera verso le falde del vulcano.
1694
1697
16-27/2; 18-26/9;
30/11
Effusiva
Lava a SE, WSW (Torre del Greco, Ercolano) e W (sovrapposizioni con la colata del 1694). Riempimento del cratere. Provvedimenti di pubblica sicurezza antisciacallaggio.
1698
10/5-1/6
Effusiva-Esplosiva
Lava ad W e verso i Cappuccini di Torre del Greco. La lava si ferma a mezz'ora di cammino dal mare. Danni gravissimi alle coltivazioni, i maggiori dal 1631. Danni per caduta di cenere a Boscotrecase, Torre Annunziata, Ottaviano.


Legenda:
eruzioni effusive, eruzioni effusive-esplosive, eruzioni esplosive

Le informazioni riportate sono tratte da:
- A. Nazzaro; 1997. Il Vesuvio Storia eruttiva e teorie vulcanologiche. Liguori Editore.
- Scandone R, Giacomelli L and Gasparini; 1993. Mount Vesuvius: 2000 years of volcanological observations. Journal of Volcanology and Geothermal Research 58: 5-25.

 L'ERUZIONE DEL VESUVIO DEL 79 d.C.


plinio E' l'eruzione pliniana più conosciuta, non solo del Vesuvio, ma di tutta la storia della vulcanologia . Essa è stata descritta in due lettere di Plinio il Giovane (61-114 d.C.) allo storico Tacito. Tali lettere costituiscono la prima descrizione di un'eruzione da qui la denominazione di eruzione pliniana per questo tipo di fenomeno particolarmente violento e distruttivo.
Nell'eruzione, Pompei ed Ercolano furono completamente distrutte e molte altre città furono fortemente danneggiate fra cui Oplonti e Stabia, dove probabilmente Plinio il Vecchio (foto a sinistra) trovò la morte all'età di 56 anni.

Diversi anni dopo l'eruzione del 79 d.C. lo storico Caio Cornelio Tacito, amico intimo di Plinio il Giovane, dovendo scrivere un racconto storico di quegli anni chiese all'amico di fornirgli notizie relative alla morte di suo zio Caio Plinio Secondo (noto come Plinio il Vecchio, 23-79 d.C.) comandante della flotta romana di stanza a Miseno -uno dei porti più importanti dell'impero- ed autore della Historia Naturalis, un'enorme enciclopedia di 37 volumi. Al tempo dell'eruzione il diciottenne Plinio il Giovane, segretario imperiale di Traiano, viveva con la madre presso lo zio, in quanto orfano di padre.
Tacito fu talmente interessato alla prima lettera, che riscrisse a Plinio il Giovane per richiedergli una seconda lettera che lo ragguagliasse sulla sorteplinio il giovane sua e di sua madre, dopo la morte dello zio.
Le lettere furono scritte quindi su richiesta di Tacito e descrivono i danni subiti da Plinio il Giovane e della morte dello zio Plinio il Vecchio. E' probabile però, che lo zio sia morto per cause cardiache e non come descrive Plinio il Giovane.
 Le lettere descrivono, inoltre il susseguirsi dei fenomeni eruttivi ed i loro effetti quali le scosse sismiche che preludono all'eruzione, la grande colonna di cenere e gas a forma di pino, le ricadute di ceneri e di  pomici che seppelliscono gli edifici, gravando sui tetti e ostruendo le vie respiratorie degli abitanti e la totale oscurità.
Secondo le lettere di Plinio il Giovane (foto a destra) l'eruzione sarebbe iniziata a mezzogiorno del 24 agosto e terminata intorno alle 6 del pomeriggio del 25. E' da rilevare che a quell'epoca il Vesuvio non era considerato un vulcano attivo e sulle sue pendici sorgevano diverse floridi città.

L'eruzione fu preceduta da una serie di terremoti come testimoniato dalle tracce di lavori di riparazione provvisori effettuati poco prima dell'evento eruttivo e rinvenuti in molte case distrutte dall'eruzione e riportate alla luce dagli scavi archeologici. Il terremoto più grave avvenne nell'anno 62 o 63 d.C. e fu avvertito anche a Napoli e a Nocera, dove si verificarono alcuni danni.
Dallo studio dei prodotti dell'eruzione del 79 d.C. osservati a Pompei e nelle altre città distrutte è stato possibile ricostruire la dinamica e la successione dei fenomeni eruttivi tipici di un'eruzione pliniana. Si possono così distinguere tre fasi:
La prima fase, iniziata all'incirca alle ore 13 del 24 agosto, fu caratterizzata dall'interazione magma-acqua (attività freatomagmatica) con apertura del condotto vulcanico ed accompagnata da una serie di forti esplosioni.
La seconda fase, durata fino alle ore 8 del 25 agosto, fu caratterizzata dalla formazione di una colonna di gas, ceneri, frammenti litici e pomici bianche e grigie alta circa 15 km al di sopra del vulcano accompagnata da frequenti terremoti. Secondo alcuni autori la nube raggiunse probabilmente un'altezza di 26 km durante la fase delle pomici bianche e successivamente di 32 km durante quella delle pomici grigie. I volumi di magma emessi nelle due fasi delle pomici, che a Pompei formano un deposito con spessore di circa 4 m, ammontarono rispettivamente a 1 e 2.6 km3.
Fuga da PompeiDurante la notte molte persone, approfittando di una stasi dell'attività eruttiva, fecero ritorno alle proprie case, ma nella mattinata del 25 soffrirono della ripresa dell'attività. Si verificò, infatti, il collasso completo della colonna eruttiva con conseguente formazione di flussi piroclasticiche si distribuirono radialmente rispetto al centro eruttivo e causarono la distruzione totale dell'area di Ercolano, Pompei e Stabia.
In seguito si formò una nuova grande nube eruttiva il cui collasso diede origine ad una serie di surges piroclastici che riversandosi verso valle ad altissima velocità seppellirono tutto quanto incontrarono lungo il loro cammino. Ercolano soffrì particolarmente durante questa fase.
Nella terza fase, durata fino alla tarda mattinata del 25 agosto, continuarono a formarsi i flussi piroclastici mentre la grande nube raggiunse Capo Miseno.
Durante questa eruzione furono emessi circa 3-4 km3 di magma con una portata di circa 40 mila m3 al secondo.
 

DIZIONARIETTO DI VULCANOLOGIA

 

schema  

 

 

Blocchi vulcanici:
materiale solido di varia dimensione lanciato durante un'eruzione.
Bocca: apertura attraverso la quale fuoriescono i prodotti vulcanici.
Bomba vulcanica: materiale vulcanico di grosse dimensioni (maggiore di 64 cm) prodotto da un'esplosione vulcanica.
Camera magmatica: zona di accumulo di magma al di sotto della superficie terrestre.
Caldera: depressione di forma pressocchè circolare dovuta generalmente a crollo di un settore sovrastante la camera magmatica che si svuota in seguito ad una grossa eruzione.
Cenere: materiale vulcanico fine avente dimensioni inferiori a 2 mm.
Condotto vulcanico: camino attraverso il quale risale il magma sfociante nel cratere.
Cratere: depressione situata generalmente sulla sommità o sui fianchi dell'edificio del vulcano nella quale culmina il condotto vulcanico.
Cupola (duomo): rigonfiamento dell'edificio vulcanico dovuto ad un accumulo di lava molto viscoca.
Eruzione: fuoriuscita, spesso violenta, di materiale vulcanico fuso, solido o gassoso.
Esplosione vulcanica: emissione più o meno violenta di piroclasti dovuta alla liberazione di gas dal magma.
Fontana di lava: emissione di zampilli di lava fluida a notevole altezza dalla bocca di emissione dovuta alla pressione dei gas disciolti in essa.
Flusso piroclastico: movimento laterale ad alta velocità di materiale piroclastico dovuto alla diminuizione della pressione della colonna vulcanica.
Lahar (colata di fango): movimento di materiale piroclastico impregnato d'acqua depositatosi sui fianchi del vulcano.
Lapilli: materiale vulcanico avente dimensioni tra 5 e 50 mm. 
Lava: magma eruttato in superficie.
Magma: materiale fuso ad alta temperatura (generalmente tra i 900 e i 1200 gradi centigradi) che si trova all'interno della Terra.
Piroclasti (tefra): materiale solido vulcanico quale ceneri, sabbia, lapilli, blocchi, bombe vulcaniche emesso durante un'eruzione esplosiva.
Piroclastiti: rocce vulcaniche formate dai piroclasti. 
Pliniana: forte eruzione esplosiva simile a quella del Vesuvio del 79 d.C. descritta da Plinio il Giovane (da cui in nome) in due lettere a Tacito.
Pomice: roccia effusiva leggera, vetrosa e molto porosa per l'elevata presenza di vuoti dovuti all'espansione di gas all'interno del magma ed al successivo rapido raffreddamento.
Proietti: materiale piroclastico lanciato da un vulcano durante un'eruzione.
Sabbia vulcanica: materiale vulcanico fine emesso durante un'esplosione vulcanica.
Scorie: frammenti di magma ancora fluido che si depositano intorno ad una bocca durante un'eruzione.
Stratovulcano: vulcano costituito dall'alternanza di lave e piroclastiti. 
Surge (base- ): vapore misto a cenere che dalla base della colonna esplosiva fluisce velocemente lungo i fianchi del vulcano incendiando e distruggendo tutto ciò che incontra lungo la sua strada.